
MARTEDI 17 febbraio 2026
LA FAVATA ( O MAIALATA) PIATTO TIPICO DEL CARNEVALE SARDO con aperitivo davanti il cammino della barchessa
Costo della cena € 30.00
bevande escluse
Prenotazioni al 0521 681376
" La Favata sarda (faada, fae e lardu) o maialata è un piatto, molto antico, e gli storici, finora, non sono riusciti a tracciarne i natali e l’evoluzione. ...
E’ il sapore intenso e unico della portata, che gli ha permesso di giungere intatta fino a noi.
Citazioni sulla preparazione si possono ritrovare nell’antica polenta chiamata da Plinio il Vecchio “puls fabata”, della quale si alimentavano gli Etruschi, e ricavata dalla cottura delle fave ridotte a purea, condita con lardo, carne e verdure. La si preparava e offriva il 1° Giugno alla dea Carna, protettrice delle carni e degli organi interni dell’uomo.
Anche Apicio ci ha lasciato ricette simili alla favata e in quella chiamata: Conciclam Apicianam (fave alla maniera di Apicio): “Prendi una pentola di Cuma pulita in cui fai cuocere le fave. Aggiungi Lucanica a tocchetti, polpettine di maiale e spalla. Pesta: pepe, ligustico, origano aneto, una cipolla secca, coriandolo fresco; tempera col garum e lavora con vino e garum. Versa nel tegame di Cuma e aggiungi l’olio. Fai cuocere a fuoco lento fino alla bollitura e servi.”
La favata e il consumo in maniera solenne e di festa, potrebbe essere un piatto rituale come il banchetto funebre del “refrigerium”, speciale rito cristiano, dalle origini molto più antiche e cioè da quando i pagani costruivano accanto alle tombe, una cella per i banchetti funebri, da celebrare negli anniversari dei defunti. Si onorava la memoria del defunto e si cercava di ottenere una intercessione presso gli dei. "
Testi di Giovanni Fancello tratti dal sito www.taccuinistorici.it


